CEI: LETTERA AI LAICI, NON “‘CLIENTI'” MA “COMPARTECIPI DELLA VITA E DELLA MISSIONE DELLA CHIESA”

Di fronte all’attuale “stagione di grandi cambiamenti, avvertiamo soprattutto l’esigenza di una nuova evangelizzazione” che potrà essere “efficace e credibile” solo se vissuta come missione di “tutta la comunità cristiana”. “Il compito dell’annuncio e della testimonianza del Vangelo, infatti, ci riguarda tutti”, ma assume “una specifica connotazione nella vita dei fedeli laici” per “lo specifico apporto che nella loro condizione sono chiamati ad offrire”. E’ quanto afferma mons. Paolo Rabitti, presidente della Commissione episcopale del laicato, nella “Lettera ai fedeli laici” diffusa oggi. Una corresponsabilità auspicata dal Concilio ma che, osserva mons. Rabitti, non sempre “ha avuto adeguata realizzazione” e sulla quale “non mancano segnali contraddittori”. Serve perciò al riguardo “un’analisi attenta ed equilibrata delle ragioni dei ritardi e delle distonie, per poterle colmare con il concorso di tutti”. La Lettera sottolinea quindi l’importanza della “comunione” all’interno della comunità cristiana, resa “organica, operativa, divina e umana” dall’Eucaristia. Per realizzarla e testimoniarla al mondo come “un’autentica regola di vita” avverte mons. Rabitti, “è indispensabile uscire da quello strano ed errato atteggiamento interiore che faceva sentire il laico più ‘cliente’ che compartecipe della vita e della missione della Chiesa”.