Sono in sette, indossano tutte una maglietta bianca con una scritta variopinta a caratteri cubitali: "God’s Jokers", "giullari di Dio". Al Congresso eucaristico nazionale di Bari fanno le "animatrici", con spettacoli quotidiani offerti a chi percorre tutto il "Villaggio giovani" per approdare agli stands gestiti dalla Fondazione Migrantes della Cei. La particolarità è che sono religiose: sette suore protagoniste di spettacoli e iniziative di animazione non solo per bambini, che nella "vita di tutti i giorni" lavorano con i circensi e i lunaparchisti, con quel variegato mondo degli "artisti di strada" fatto di popoli, razze, etnie, culture e religioni diverse. Sono "in scena", ma non vogliono essere intervistate, "parliamo con le nostre piccole ‘invenzioni di ogni giorno’", spiegano al Sir. Intanto, passeggiando per gli ampi (e un po’ dispersivi) viali della Fiera del Levante, si possono incontrare poliziotti in divisa che "vigilano" sugli eventi del giorno, ma anche curiosi "di una certa età". Come una coppia di Bari, Rosa e Antonio Di Corato, 65 e 70 anni: mano nella mano, si fermano dubbiosi ma attirati dal suono di musiche caraibiche che riecheggiano all’ingresso del "Villaggio giovani", "volevamo esserci anche noi", dicono semplicemente. Tra le centinaia di stand della Fiera a cui è presente anche il Sir – c’è quello tra "memoria e nuove generazioni" allestito da Migrantes sui nostri connazionali all’estero: splendide "foto-racconto" in bianco e nero (più un cd con 30 testimonianze) che parlano di storie di vita dell’ultimo secolo, da grandi tragedie come Marcinelle fino ai volti "spaesati" o segnati dalla sofferenza del duro lavoro quotidiano.