"Sono giorni difficili per l’Unione europea. La Francia, il paese da cui trae origine ‘l’invenzione comunitaria’, tiene con il fiato sospeso gli altri paesi europei". Roberto Santaniello, direttore dell’ufficio di Milano della Commissione europea, interviene a proposito del voto popolare di domenica 29 maggio per la ratifica della Carta Ue, facendo riferimento al ruolo di Robert Schuman, uno dei "padri fondatori" dell’Europa unita. "I sondaggi in vista del referendum continuano a segnalare un preoccupante orientamento negativo dell’elettorato francese – annota Santaniello su ‘Le 12 stelle’, strumento di informazione dell’ufficio milanese della Commissione -. Un ‘no’ della Francia rischierebbe di essere un duro colpo per il processo di ratifica della Costituzione europea". Le posizioni contrarie alla Costituzione si sono fondate, per Santaniello, su ragioni di politica interna. "In quest’ottica, suonerebbe quantomeno molto strano agli occhi dell’opinione pubblica, che questo paese tradisse se stesso, negasse lo spirito della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadini, elaborata proprio durante la rivoluzione francese. Da questo documento in poi, la separazione dei poteri e la garanzia dei diritti di cittadinanza sono stati tradizionalmente considerati gli elementi essenziali di una costituzione. E sono proprio i diritti della cittadinanza europea, inseriti nella seconda parte del nuovo trattato, a rappresentare l’elemento innovativo dal punto di vista costituzionale del testo firmato a Roma il 29 ottobre 2004". Il dirigente comunitario si augura "che nel momento della verità", la maggioranza dei francesi ricordi l’apporto che la Francia "ha dato alla nascita e allo sviluppo della democrazia e dei diritti di cittadinanza".