” “”Un primo dato sembra chiaro: questa legge è un passo necessario e quanto mai opportuno per mettere la parola fine al disordine e all’assenza di regole e inserire così la pratica della procreazione medicalmente assistita in un quadro di norme condivise e precise”. La presidenza diocesana dell’Azione cattolica di Milano interviene con un ampio pronunciamento nel dibattito sul referendum del 12 e 13 giugno. Nel testo si legge: “Se guardiamo alla legge vigente oggi in Italia sulla procreazione medicalmente assistita, dobbiamo affermare che non è una ‘legge cattolica’: essa, infatti – come ha affermato il cardinale Ruini ‘sotto diversi e importanti profili non corrisponde all’insegnamento etico della Chiesa’. E, tuttavia, ‘ha il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali’ in una materia particolarmente delicata, nella quale sono in gioco valori e diritti che riguardano la vita di ogni persona, la famiglia, i figli”. L’Ac di Milano insiste dunque sulla necessità che ogni cittadino sia informato sul contenuto della legge e sul ruolo formativo della comunità cristiana in materie di portata etica, culturale e civile. Il testo analizza infine le implicazioni dei diversi atteggiamenti elettorali possibili: votare “sì” oppure “no” o astenersi: “Riteniamo – puntualizzano i dirigenti associativi milanesi – che, nell’operare le proprie scelte, l’indicazione di astenersi, che i nostri vescovi hanno formulato, non solo non può essere sottovalutata, ma deve concorrere in modo determinante a formare il proprio responsabile giudizio”.
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