INFANZIA: IL PRIMO RAPPORTO DI AGGIORNAMENTO SUL MONITORAGGIO DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA CONSEGNATO AL MINISTRO DEL WELFARE

Le riforme legislative approvate o in discussione attinenti all’infanzia, la tutela dei minori appartenenti ai gruppi più vulnerabili, l’attuazione in Italia dei due Protocolli alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Crc) recentemente ratificati, quello sulla vendita, la prostituzione infantile e la pornografia rappresentante i minori e quello sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati in Italia. Sono questi i principali argomenti analizzati ne "I Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia. Il primo Rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza", curato dal Gruppo di lavoro per la Crc, un cartello di 34 organizzazioni (tra cui Caritas italiana) e consegnato oggi al Ministro del Welfare, Roberto Maroni. Il Rapporto fa il punto sullo stato di attuazione della Convenzione nel Paese, in occasione del 14° anniversario della ratifica da parte dell’Italia. Nel 2008 il Governo italiano è chiamato a rendere nuovamente conto di quanto sta facendo per dare attuazione ai principi della Crc. Cinquanta pagine e quattro capitoli, il Rapporto prende in esame una serie di provvedimenti, leggi di attuazione della Crc in Italia che vanno dalla proposta di legge per l’istituzione di un garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, alla riforma della giustizia minorile, passando per la legge sull’adozione e l’affido. Altri provvedimenti legislativi e misure prese in esame riguardano, inoltre, la tutela dei minori appartenenti a gruppi più vulnerabili come quelli poveri, i minori Rom e i minori stranieri non accompagnati. Il contributo di Caritas italiana al Rapporto si è concentrato sui capitoli relativi ad adozione, affidamento e povertà dei minori. "L’Italia", si legge, "con il 16,6% ha il più alto livello di privazione infantile d’Europa". E "la lotta alla povertà deve partire proprio dall’infanzia, per spezzare il ciclo generazionale che condanna i minori che hanno sperimentato privazioni affettive, morali e materiali, a divenire adulti e genitori in difficoltà". ” ”