CONGRESSO EUCARISTICO: SAVAGNONE, LAICI IN BILICO TRA “CLERICALISMO” E “LAICISMO”, “PRENDERE LA PAROLA” ANCHE IN POLITICA

” “Oggi i laici oscillano tra “clericalismo” e “laicismo”, e per scongiurare la “morte del laicato” occorre “recuperare stili ecclesiali, dentro e fuori la Chiesa, che facciano in modo che la vita cristiana diventi il fermento della società”: anche “prendendo la parola” in politica, per dire no agli “slogan” televisivi. Giuseppe Savagnone commenta in questi termini al Sir la Lettera ai fedeli laici, dal titolo “Fare di Cristo il cuore del mondo”, diffusa il 26 maggio dalla Commissione episcopale per il laicato. “Le parrocchie – prosegue Savagnone, presente a Bari al Congresso Eucaristico nazionale – dovrebbero diventare il germe di un’umanizzazione degli spazi fuori, grazie alla testimonianza di uomini e di donne che nel raccontare la storia di Cristo raccontano la loro”, superando così la “scissione tra la fede e la vita”. Come evitare il pericolo di una “cultura quotidiana vissuta dai cristiani senza nessun riferimento al Vangelo? Ripartendo innanzitutto dal lavoro nelle parrocchie – risponde Savagnone – che spesso, se non sono presenti associazioni o movimenti, fanno fatica a esistere”. Tra le sfide da raccogliere, quella della “formazione permanente dei laici” e del rapporto con i giovani, che grazie alla presenza di “adulti di riferimento” vanno aiutati “a percepire la fede come una risposta concreta ai loro problemi e alle loro domande”. Per quanto riguarda l’ambito socio-politico, conclude Savagnone, i laici dovrebbero essere più coraggiosi, per “prendere la parola ed essere coscienza critica”, capace di “liberarsi dalla schiavitù degli slogan televisivi”.