“Benedetto! Benedetto!” hanno scandito i giovani presenti alla spianata di Marisabella, appena il Papa ha concluso la sua omelia, segnata da quattordici interruzioni con gli applausi dei fedeli, specialmente sui passaggi relativi alla riunificazione “di tutti i seguaci di Cristo”. Il Papa ha apportato al testo originario dell’omelia diverse piccole e significative modifiche. Ad esempio, nel passaggio sui martiri di Abitene, colpiti dal “severo (parola aggiunta) ordine dell’imperatore”, ha incluso la frase “anche se oggi non ci sono questi divieti di un imperatore”, indicando il rischio potenziale sempre presente che qualche potere voglia far tacere i cristiani. Parlando del precetto festivo, ha aggiunto al testo che esso “non è un peso imposto sulle nostre spalle”. Nel passaggio in cui ha richiamato le parole di Gesù “chi non mangia la mia carne …”, ha voluto aggiungere: “in verità abbiamo bisogno di un Dio vicino”, aggiungendo ancora poco dopo “che ci ama”. Parlando di Bari ha aggiunto l’espressione “felice Bari!” richiamando il sermone russo dell’XI secolo già citato dall’arcivescovo Cacucci nei saluti iniziali. Parlando della resurrezione, ha modificato la frase “primo giorno della settimana che per gli ebrei era il giorno della creazione del mondo” togliendo “ebrei” e dicendo significativamente “nella Scrittura”.