CONGRESSO EUCARISTICO: I COMMENTI DEI VESCOVI, RABITTI (SAN MARINO-MONTEFELTRO), UNA “PROVOCAZIONE” AI LAICI AFFINCHÈ “RACCOLGANO LE SFIDE DEL MONDO”

Un invito, rivolto soprattutto al laicato, ad “uscire allo scoperto” per affrontare le “tante sfide del mondo”, a partire “dalla consapevolezza della propria identità cristiana”. Così mons. Paolo Rabitti, vescovo di San Marino-Montefeltro e presidente della Commissione episcopale della Cei per il laicato, definisce l’omelia del Papa, pronunciata dinanzi ad una folla di circa 200 mila persone radunate sulla spianata di Marisabella a Bari. Un’omelia che Rabitti – interpellato dal Sir per un primo commento alle parole del Santo Padre – definisce “profondissima, essenziale, molto incarnata nella comunità di fedeli che si trovava davanti”. Soffermandosi sulla prima parte del discorso del Papa, il vescovo  fa notare che “ha insistito  sulla negatività del mondo, soffermandosi sulla dissociazione tra le promesse di Cristo e la disattenzione dell’uomo”. Tutto questo, però, “senza lanciare anatemi o scendere nella polemica, ma ricordando quali sono le condizioni essenziali per rispondere alla chiamata di Gesù. Spiazzando, in questo modo, molti osservatori laici, che alla vigilia dell’evento di oggi già pretendevano di sapere cosa  avrebbe detto”. Secondo Rabitti – oltre alla seconda parte dell’omelia, dedicata alla “priorità” dell’ecumenismo – l’affermazione “più impegnativa” per i credenti è quella che si riferisce alla parte dell’omelia in cui Papa Ratzinger ha ricordato che “Gesù ha voluto sfidare anche la diserzione degli apostoli, senza però ‘tirare sul prezzo’ della verità. Ha offerto se stesso al mondo come dono gratuito ma esigente, senza fare sconti”.