Una “esperienza di comunione non fatta a parole, ma della comunicazione di una fede vissuta insieme” a partire dal “quotidiano della gente”. Così mons. Walther Ruspi, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale della Cei, traccia per il Sir un “bilancio” del Cen, dal punto di vista del “primo annuncio” e della nuova evangelizzazione, temi "trasversali" delle giornate dell’appuntamento di Bari. Un altro tratto caratteristico di questi giorni è secondo Ruspi “l’immagine di una Chiesa di popolo, non rinchiusa in una serra”: una dimensione, questa, “da valorizzare anche per il futuro, grazie alla capacità di puntare su una missionarietà vissuta in primo luogo sul territorio”. Emblematici, in questa prospettiva, appuntamenti come la processione eucaristica o la Via Crucis, che qui a Bari “hanno coinvolto tutta la città”. “Una fede concentrata sull’annuncio – sottolinea Ruspi sintetizzando il “clima” di Bari è una fede missionaria che inserisce dentro la città l’annuncio, fatto da uomini e donne che credono, e che non hanno paura di esprimere la propria fede non in senso privatistico, ma di speranza cristiana a partire dalle domande e dai bisogni della gente”. Per quanto riguarda la Puglia, il direttore dell’Ufficio Cei loda “il lungo cammino preparatorio di cui si sono visti i frutti, nella qualità della preparazione e nel servizio svolto dai volontari”. La parola finale è riservata ai giovani: “Ne ho incontrati qui molti che, pur nel travaglio immancabile tipico del percorso di formazione alla maturità della fede, sono stati attratti da un volto di Chiesa ‘di comunione’ e hanno cominciato a nutrire un sogno che ora sperano si trasformi in progetto”.