BENEDETTO XVI: AI VESCOVI ITALIANI, È DA RICONOSCERE E SOSTENERE “LA PRESENZA CAPILLARE” DELLA CHIESA

” “”I rischi di una cultura che tende ad escludere il cristianesimo, l’importanza di un atteggiamento maggiormente missionario da parte delle parrocchie, la presenza costante nel dibattito culturale italiano” ma anche la difesa della famiglia e della sacralità umana e l’aiuto ai giovani, sono questi i campi su cui si gioca “il futuro della fede” di una nazione. A ricordarlo oggi ai vescovi partecipanti alla 54ma assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (30-31 maggio)è stato Benedetto XVI che ha sottolineato anche il particolare legame tra il Papa e l’Italia: “il nostro legame – ha detto – ha una precisa radice, che è quella che unisce tutti i vescovi del mondo al Successore di Pietro, ma che in questa nazione assume vigore speciale perché il Papa è vescovo di Roma e primate di Italia”. “Il rapporto dell’Italia con la fede non soltanto risale alla generazione apostolica ma attualmente è profondo e vivo”. Tuttavia, ha osservato il Pontefice, “quella forma di cultura che contraddice e tende ad escludere il cristianesimo è presente ed operante in Italia come un po’ ovunque in Europa. Qui però la sua egemonia non è affatto totale ed incontrastata”. Anche tra i non credenti ci sono coloro che “avvertono come una tale forma di cultura costituisca in realtà una funesta mutilazione dell’uomo e della sua stessa ragione”. E’ grazie alla sua “presenza capillare” che la Chiesa in Italia “può proporre il messaggio di salvezza che il Signore le ha affidato”. Dopo un pensiero di gratitudine per i parroci – seguito da un applauso dei vescovi – papa Ratzinger, ha auspicato che “le parrocchie assumano un atteggiamento maggiormente missionario nella pastorale quotidiana” aprendosi “alle varie realtà carismatiche” e alle “comunità religiose, in Italia ancora numerose” nonostante il calo delle vocazioni.