” “Purtroppo in Medio Oriente e soprattutto nell’Iraq l’Italia ha pagato un ulteriore tributo di sangue”, ha proseguito il card. Ruini, citando “l’assassinio di Enzo Baldoni, l’uccisione in uno scontro a fuoco di Simone Cola, la morte di Nicola Calipari a causa di un tragico errore delle truppe americane, mentre le due giovani sorelle Jessica e Sabrina Rinaudo hanno perso la vita in un attentato terroristico compiuto in Egitto a Taba”. “L’odiosa pratica del sequestro di persona ha proseguito il cardinale – ha colpito a sua volta alcune nostre connazionali, poi fortunatamente restituite alla libertà nel caso però di Giuliana Sgrena in tristissima concomitanza con l’uccisione del suo liberatore , ed ora ci tiene in ansia e ci induce alla preghiera per Clementina Cantoni, detenuta in Afghanistan, un altro Paese dove il terrorismo sembra farsi di nuovo assai minaccioso”. Anche l’Asia centrale è attraversata da forti sommovimenti, che hanno per ora esiti contrastanti, in particolare nel Kirghizistan e invece nell’Uzbekistan, teatro di una repressione terribilmente sanguinosa”. Per uno “sbocco pacifico di queste tensioni”, secondo la Cei, “appare necessario da una parte stabilire un clima di maggiore intesa e reciproca fiducia tra la Russia e i Paesi occidentali, dall’altra trovare la via per costruire un rapporto nuovo e non più conflittuale con le popolazioni musulmane”. Non è mancato nella prolusione un riferimento al continente africano, che “rimane quello in cui le cause di sofferenza sono maggiori”, come mostra “la persistente tragica situazione del Darfur”: di qui l’appello di Ruini alla “doverosa e necessaria solidarietà delle nazioni più sviluppate”, per “riuscire a sconfiggere quelle tragiche piaghe, come la fame, la sete, la mortalità infantile, le epidemie tra cui specialmente l’Aids, che affliggono con la maggiore gravità gran parte di questo continente”.