CARD. RUINI: IN EUROPA “SVILUPPI IMPORTANTI E POSITIVI”, MA SERVE PIÙ “CONSAPEVOLEZZA” DELLE “RADICI CRISTIANE”; AUSPICIO PER L’INGRESSO DELL’UCRAINA

Il varo del Trattato costituzionale dell’Unione europea, approvato il 18 giugno del 2004 e poi firmato a Roma il 29 ottobre, ha portato “certamente sviluppi importanti e positivi, anche se il testo del Trattato, e spesso la politica concreta dei Paesi membri dell’Unione, non appaiono sufficientemente consapevoli sia delle radici cristiane dell’Europa e dell’autentico umanesimo di cui essa è portatrice, sia anche di quella unità di intenti e di quella capacità di aprirsi al futuro che gli sviluppi in corso nel mondo rendono sempre più urgenti e indispensabili”. Affrontando il tema dell’Europa, il card. Ruini non ha fatto un riferimento diretto al “no” della Francia alla Costituzione Ue, ma ha ammonito che “solo per questa strada” – quella cioè dell'”unità di intenti e della “capacità di aprirsi al futuro”, a partire dalla ricchezza dell’eredità del nostro Continente – “l’unità dell’Europa potrà radicarsi davvero nel cuore delle popolazioni”. Nella prolusione alla 54a Assemblea generale della Cei, il presidente dei vescovi italiani ha fatto anche un altro riferimento dell’Europa, quando ha parlato della situazione dell’Ucraina: “Una terra – l’ha definita – nella quale il desiderio di libertà si è espresso con forza e ha prodotto risultati altamente significativi, una nazione per la quale speriamo possano aprirsi prima o poi le porte dell’Unione europea”.