“L’unica via per opporsi effettivamente al peggioramento della legge è quella della non partecipazione al voto, mentre il votare no, dato che contribuisce al raggiungimento del quorum, di fatto è un aiuto, sia pur involontario, ai sostenitori del referendum”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che ha dedicato la parte finale della sua prolusione alla 54a Assemblea generale dei vescovi italiani all’imminente appuntamento referendario del 12 e 13 giugno. “È ormai molto vicino il referendum riguardante la procreazione assistita”, ha detto Ruini, ricordando che “la nostra posizione in merito è nota ed è quella indicata anche dal Comitato Scienza e Vita: siamo cioè per una consapevole non partecipazione al voto, che ha il significato di un doppio no, ai contenuti dei quesiti sottoposti a referendum, che peggiorano irrimediabilmente e svuotano la legge, riaprendo in larga misura la porta a pericolosi vuoti normativi, e all’uso dello strumento referendario in una materia tanto complessa e delicata. Non si tratta dunque in alcun modo di una scelta di disimpegno, ma al contrario di opporsi in maniera netta ed efficace a una logica che a prescindere dalle intenzioni dei suoi sostenitori mette in pericolo i fondamenti umani e morali della nostra civiltà”. Quanto al dibattito in corso sulla legge 40/2004, i vescovi italiani sperano “che non eluda troppo marcatamente la vera posta in gioco e in un’informazione che rappresenti in maniera sufficientemente equilibrata le posizioni che sono davvero in campo. Osiamo inoltre chiedere a tutti di valutare con serenità anche le ragioni di noi Pastori. Non ci muovono interessi di parte, fosse pure la parte cattolica. Non entriamo in competizioni di partiti, ma ci preoccupiamo unicamente, e concretamente, di quella difesa e promozione dell’uomo che è parte integrante dell’annuncio del Vangelo”. (segue)