” ““La dignità dell’essere umano è misconosciuta, le persone sono uccise per niente, si approfondisce l’intreccio tra usura, spaccio della droga e camorra, permane preoccupante la disoccupazione giovanile che diventa terreno fertile per la manovalanza del crimine”. “Con profonda tristezza e dolore immenso”, l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare, mons. Felice Cece, ed i sacerdoti della città di Castellammare di Stabia hanno denunciato, in un messaggio letto ieri domenica 29 maggio, durante tutte le messe, l’aggravarsi della violenza in città. Solo qualche domenica fa, infatti, durante i festeggiamenti per il patrono San Catello, è stato ucciso un uomo, legato alla malavita, a pochi passi dalla cattedrale di Castellammare. Per il vescovo e i sacerdoti, le radici del male si chiamano “disprezzo della legge morale, rifiuto della legge di Dio e delle leggi della convivenza civile”. “Tale radice chiariscono si annida anche nell’atteggiamento contraddittorio di quanti gridano il rifiuto della violenza, ma impostano la propria vita su quelle scelte dalle quali essa si alimenta: l’egoismo, la sete di potere, la corsa senza scrupoli al guadagno, la negazione di fatto della piena dignità umana nella fase iniziale e terminale della vita, la strumentalizzazione dei più poveri e più deboli fino a ridurli a cose”. (segue)