REFERENDUM LEGGE 40/2004: CIF, “I DIRITTI DELLE DONNE VANNO DIFESI IN ARMONIA CON IL DIRITTO ALLA VITA DELL’EMBRIONE”

” “La legge 40/2004, “per quanto discutibile in certe parti, è il frutto di alcune scelte coerenti con valori costituzionali” come la tutela della vita umana fin dal suo inizio, la tutela della famiglia “intesa come istituzione primaria” e il divieto di qualsiasi forma di “selezione eugenetica della vita umana”. E’ un passaggio centrale del documento sull’imminente referendum che il Centro italiano femminile (Cif)ha diffuso questa sera a Roma, in occasione della presentazione presso la Camera dei deputati del volume “Tecnica e procreazione. Desideri, diritti e nuove responsabilità” a cura di Marianna Gensabella Furnari (ed. Rubbettino). Il Cif, “che pure ha sempre ritenuto la partecipazione civile e politica delle donne un dovere ineludibile – si legge nel documento -,ha aderito al Comitato Scienza e Vita, adottando così la scelta di un’astensione consapevole”; un’opzione “politicamente e costituzionalmente legittima, essendo prevista dall’art. 75 della Costituzione”. Quanto alla tutela dei diritti alla salute e all’autodeterminazione delle donne, cavalli di battagli dei referendari, “come associazione di donne di ispirazione cristiana – scrive il Cif – ci sentiamo chiamate in causa per difendere i diritti delle donne in armonia e non in antitesi con il diritto alla vita dell’embrione, con il diritto alla famiglia del nascituro. La tutela della salute della donna – chiarisce il documento – è nella maternità non separata, ma in relazione reciproca con la vita del nascituro”. Infine, il richiamo “al dovere morale dei cristiani di essere coerenti con la propria coscienza” anche nelle scelte politiche.