“Impegnandosi ad attuare la triplice consegna della contemplazione, della comunione e della missione, affidatale da Giovanni Paolo II nel suo ultimo pellegrinaggio a Loreto, e lasciandosi guidare dal magistero del papa Benedetto XVI e dei vescovi italiani, l’Azione Cattolica continuerà a camminare sulla strada aperta dal Concilio e a spendere il proprio carisma associativo, in modo qualificato, perseverante e appassionato”. Così Luigi Alici, designato oggi dal Consiglio permanente della Cei nuovo presidente dell’Azione Cattolica Italiana, nella dichiarazione rilasciata dopo aver appreso la notizia della nomina. Una “chiamata” accolta “nel segno della gratitudine, della speranza e della corresponsabilità”. “Da questo tempo straordinario” ha detto ancora “nascono radicali domande di senso, di felicità e di speranza, che interpellano e mettono seriamente alla prova la ministerialità laicale dell’Azione Cattolica”. “Solo se sapremo declinare insieme le parole della fede e le parole della vita come unico nome della testimonianza cristiana – ha avvertito il neo presidente -, il servizio dell’Azione Cattolica alla Chiesa e al Paese sarà credibile e significativo; una scuola di santità che non chiude i battenti, immersa ma non sommersa nel mondo e rispettosa della legittima autonomia delle realtà terrene può continuare a levare alta e libera la sua voce in difesa dei valori irrinunciabili della vita, della persona, della pace e del bene comune”. Nato nel 1950 in provincia di Ascoli Piceno, sposato e con due figli, Alici insegna filosofia morale all’Università degli studi di Macerata.