IMMIGRAZIONE: CARITAS E MIGRANTES:”CRESCONO LE RIMESSE DEGLI IMMIGRATI, OPERATORI ECONOMICI IN ITALIA E MEDIATORI DI SVILUPPO PER I PROPRI PAESI”

” ““Una cifra pari solo allo 0,15 % del Pil italiano, ma estremamente importante per i paesi destinatari; nel 2004 è stato registrato l’invio di rimesse degli immigrati pari a 2.094 milioni di euro , quasi il doppio rispetto al 2003 (1.167 milioni), ed esattamente 10 volte di più rispetto al 1995 (108 milioni)”: sono i dati che emergono dalla relazione annuale del 2004 presentata oggi dal Governatore all’Assemblea generale della Banca d’Italia ed analizzati da Caritas italiana e Migrantes. I due organismi constatano “con soddisfazione il progressivo venir meno di un inquadramento pauperistico degli immigrati e la loro considerazione come importanti operatori economici in Italia e come mediatori per lo sviluppo nei confronti dei loro paesi di origine”. Essi rilevano altresì che “il flusso delle rimesse continua ad essere alimentato dal fatto che spesso coniuge o figli rimangono in patria perché il ricongiungimento familiare resta un obiettivo tutt’altro che agevole non solo per i requisiti riguardanti sicurezza del posto di lavoro, qualità dell’alloggio, importo del reddito, ma anche per complessità di natura burocratica, sulle quali sarebbe opportuno ritornare con maggiore attenzione”. Il 72% del totale delle rimesse è andato, nel 2004, ai paesi ricchi: ai 15 Stati membri della UE (1.308 milioni di euro), agli altri paesi occidentali (76 milioni), al Nord America (120 milioni) e all’Australia (6 milioni). Per i restanti 583 milioni di euro, la parte maggiore se la aggiudicano le Filippine (297) e la Cina (170). Decisamente distanziati gli altri paesi: Ecuador 15 milioni, Romania 12 milioni, Bangladesh e Colombia 7 milioni, Brasile, Senegal, Marocco e Perù tra i 3 e i 4 milioni. Tuttavia, “i bassi importi spediti in paesi vicini come l’Albania, la Polonia, la Tunisia e la stessa Romania, che sono tra i primi gruppi per numero di soggiornanti, lasciano intendere che non vengono praticate solo le vie ufficiali per l’invio dei risparmi”.