“L’antica e venerabile Basilica” è il titolo del motu proprio, emanato oggi, con il quale Benedetto XVI ha disposto nuove regole per la gestione pastorale e amministrativa del complesso della Basilica pontificia di S. Paolo fuori le Mura a Roma, nominando nel contempo arciprete della stessa Basilica, mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arcivescovo tit. di Tuscania. L’arciprete di S. Paolo (il cui complesso appartiene alla Santa Sede e gode dello status giuridico di extraterritorialità) eserciterà, in base al motu proprio, “la giurisdizione immediata ed ordinaria ed avrà un suo vicario per la pastorale nella persona dell’abate dell’Abbazia benedettina di S. Paolo, nonché un suo delegato per l’amministrazione”. L’abate di S. Paolo “dopo essere stato canonicamente eletto, deve ricevere la conferma del Romano Pontefice”; egli al quale, come stabilito già da Giovanni Paolo II è sottratta la giurisdizione dell’area extraterritoriale contigua all’Abbazia “conserverà la sua giurisdizione ordinaria all’interno del monastero e la funzione liturgica all’interno della Basilica”. Alla “attenta cura di penitenzieri scelti tra i monaci benedettini” continua ad essere affidata l’amministrazione del sacramento della Penitenza “in favore di tutti i fedeli che frequentano la Basilica di S. Paolo, sia appartenenti alla diocesi dell’Urbe che pellegrini provenienti dalle varie parti del mondo”. Sarà, inoltre, “compito dei monaci organizzare, coordinare e sviluppare lo svolgimento di speciali eventi di carattere ecumenico nella Basilica o nell’ambito dell’Abbazia” come già avvenuto in tempi recenti, in accordo con il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.