NAVI SEQUESTRATE: MIGRANTES DENUNCIA, "NEL PORTO DI GENOVA 12 MARITTIMI SENZA PROVVISTE E SENZA STIPENDIO DA SETTE MESI"

Non ricevono lo stipendio da oltre sette mesi e da ieri hanno finito anche le provviste i 12 membri dell’equipaggio della nave “Audacious” bloccata da alcune settimane nel porto di Genova. Ad occuparsi di loro e a denunciare il caso è l’ufficio per la pastorale marittima della fondazione Migrantes della Cei, che li sta aiutando fornendo loro carte telefoniche, cibo, acqua, vestiario per far fronte alle prime emergenze, in collaborazione con Itf, il sindacato internazionale dei marittimi, e per avviare tutte le azioni legali per un recupero degli stipendi. Una impresa difficile – dice al Sir don Giacomo Martino, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei marittimi della Cei – perché si tratta di sfruttati più che di stipendiati, che lavorano per 200 dollari al mese quando il minimo del minimo sindacale consentito è di 600 dollari. E poi la nave è ridotta molto male e quindi difficile da vendere”. “E’ la solita storia che si ripresenta – aggiunge il sacerdote – e che non trova soluzione da parte degli organi competenti. I marittimi, come tutti i cittadini – aggiunge il sacerdote – hanno gli stessi diritti di tutti gli esseri umani. Spesso lontano da casa e quindi dagli affetti familiari, per diversi mesi restano abbandonati a se stessi. Le nuove norme di sicurezza europee non aiutano in questo senso ma anzi peggiorano la già complicata situazione che vivono”.  Non è la prima volta che la “Stella Maris” ligure si fa carico dei problemi dei marittimi fermi al porto: è successo anche qualche mese fa quando ha assistito sette marittimi pachistani della motonave "Sentinel" abbandonata dall’armatore, in collaborazione con il Banco alimentare, la Regione Liguria e la Provincia di Genova. ” ” ” ”