” ““Scusate il ritardo: il fenomeno della ‘posticipazione'”: è lo slogan coniato dall’Eurispes per descrivere i cambiamenti nel vissuto delle persone e delle famiglie di questi ultimi anni. “Il ciclo di vita individuale ha detto Gian Maria Fara, presentando stamani a Roma la ricerca “Verso il ‘familismo utilitaristico’ – continua a spostarsi in avanti, con la conseguenza di determinare un inevitabile allungamento dei tempi che scandiscono gli eventi decisivi: le donne fanno il primo figlio sempre più tardi, i figli lasciano più tardi la famiglia di origine, ci si sposa più tardi, di meno e sempre di meno in chiesa”. Secondo Fara, “il fenomeno della ‘posticipazione’ va infatti di pari passo con quello della secolarizzazione del rito matrimoniale. L’erosione del matrimonio considerato tradizionale è lenta ma costante”. A sostegno di questa tesi, l’Eurispes ha fornito una serie di dati, a partire dalla crescita del rito civile nel matrimonio, passato dal 3,9% del 1971 a ben il 28,7% del 2003: vale a dire che ormai un matrimonio su tre non viene più celebrato in chiesa. Parimenti, in trent’anni è letteralmente “crollato” sia il numero annuo dei matrimoni (da 404mila a 258mila), sia il “peso” percentuale rispetto agli abitanti (da 7,5 per mille a 4,5 per mille). Il risultato di questi fenomeni è che la gran parte degli “studenti” (dizione che nasconde, secondo l’Eurispes, “uno stato di inoccupazione prolungata”) rimane a casa coi genitori, spesso fino a 34 anni di età. “Sembra sia la mancanza di sicurezza economica ha detto Fara – ciò che spinge i cosiddetti giovani a non lasciare il nido familiare. Anche perché ben 1 su 5 dei 33-37enni che spiccano il volo, sono poi costretti a tornare sui loro passi”. Esponenziale anche l’aumento di separazioni e divorzi: se nel 1995 si verificava una separazione ogni 5,5 matrimoni celebrati nello stesso anno e un divorzio ogni 10,7 matrimoni, nel 2002 il rapporto scende a una separazione ogni 3,3 matrimoni e un divorzio ogni 6,6.