REFERENDUM LEGGE 40: UNA LETTERA DA ALCUNI MEMBRI DELLA COMMISSIONE PER LA FAMIGLIA DELL’EMILIA ROMAGNA, "NON ANDARE A VOTARE"” “

 "Credi davvero che il ricorso alla fecondazione assistita sia un’avventura sicura, cui indirizzare indistintamente qualsiasi coppia che ancora non ha realizzato il suo sogno? Ti hanno mai spiegato che tipo di ripercussioni emotive possa avere sull’equilibrio della coppia? Pensi davvero che la pretesa di esaudire subito ed efficacemente la richiesta di un figlio, magari selezionato e forse in futuro confezionato ‘ad hoc’, risponda ad un legittima esigenza di una coppia?". Sono questi gli interrogativi che alcuni laici membri della Commissione regionale per la famiglia dell’Emilia Romagna pongono in una lettera a proposito del prossimo referendum sulla legge 40/2004. La lettera, diffusa oggi, è indirizzata "a te, che sei mamma o che vorresti diventarlo, a te, che sei babbo o desidereresti tanto esserlo un giorno, a voi che siete famiglia e vi riconoscete in una storia comune… Sentiamo il bisogno – scrivono i membri della Commissione – di dar voce a quanti non ce l’hanno, di raccontare punti di vista senza per questo giudicare vissuti o sentimenti che appartengono ad altri". La legge 40, ad avviso dei membri della Commissione, "presenta molte lacune e imperfezioni; è una legge, però, che difende alcuni principi e fissa una serie di passaggi che cercano di tutelare la coppia nel percorso valutativo e diagnostico, ma soprattutto cercano di tutelare l’embrione che ora vogliono derubare di una storia, di un’appartenenza. Sappiamo tutti quanto sia importante il riconoscersi dentro una trama di relazioni che caratterizzano ogni famiglia. I bimbi sono affascinati dai racconti che precedono la loro nascita. Eppure vogliono depauperare l’embrione della certezza di essere stato desiderato e poi accolto". Da qui l’invito a "non andare a votare: esprimi in questo modo il tuo dissenso al contenuto dei quesiti referendari e all’uso distorto del referendum in materia di fecondazione".