FAMIGLIA OGGI: FRATELLI SEMPRE PIU’ SCARSI, FIGLI UNICI E PREGIUDIZI DURI A MORIRE

” “”Il futuro dei ‘fratelli d’Italia’ del nuovo secolo sembra sempre più legato al grado di tenuta dell’istituzione familiare e, al suo interno, alla capacità delle giovani donne di saper conciliare famiglia e professione”. È il pensiero di Gian Carlo Blangiardo che introduce, con un suo scritto, il numero di “Famiglia Oggi” in uscita da San Paolo Periodici con il titolo generale “Fratelli e figli unici”. Secondo Blangiardo, “non di rado, proprio per le difficoltà sul fronte di tale conciliazioe, le coppie sono costrette a rinunciare al numero di figli desiderato e si fermano sempre più spesso al figlio unico”. Quest’ultimo, poi, – secondo Salvatore Capodieci, un altro degli studiosi che hanno contribuito al numero di “Famiglia Oggi” – “vittima per secoli di pregiudizi che lo volevano egocentrico, viziato e dipendente”, “nell’era della denatalità sta conquistando una posizione di affidabilità e autorevolezza”. Quanto ai dati generali, presi in considerazione nei diversi contributi della rivista, alla fine degli anni ’90 l’Istat segnalava che, nel decennio tra il 1988 e il 1998, i bambini tra 0 e 13 anni senza fratelli o con un solo fratello erano aumentati, rispettivamente, dal 24,1% al 26,7% e dal 50,8% al 52,5%, mentre quelli con due o più fratelli erano passati da uno su quattro a uno su cinque (dal 25,1% al 20,6%). “Questi dati – commentano a “Famiglia Oggi” – mostrano quanto già abbiamo notato: le famiglie si sono notevolmente rimpicciolite e questo nonostante gli esperti non abbiano mai smesso di lodare le virtù educative dei legami tra fratelli”. Nella rivista si parla anche dei “virus” che minano il rapporto tra fratelli (gelosia e invidia), dell’ordine di nascita e delle sue conseguenze psicologiche e comportamentali, dei fratelli come “scuola di vita”, dei gemelli.