GIORNATA DELL’EUROPA: BORRELL (PE), "LA MEMORIA COLLETTIVA" COME ANTIDOTO A NUOVE GUERRE

"L’8 maggio di sessant’anni fa qualche leader politico proclamò che la bandiera della libertà sventolava in tutta Europa. Tuttavia, oggi si può dire che la fine della guerra portò la pace e la libertà solo a metà continente, perché l’altra metà rimase vittima del nuovo ordine mondiale scaturito da Yalta". Con un’allocuzione del presidente Josep Borrell, il Parlamento europeo ha dato inizio questo pomeriggio a Strasburgo alle commemorazioni previste dall’Ue per il 60° anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Il presidente Borrell ha ricordato le pesanti eredità del conflitto: "Sessanta milioni di morti; lo sterminio sistematico di popoli e minoranze; le distruzioni delle città; 30 milioni di profughi", fino allo "sterminio nucleare" nel Pacifico, dove la guerra proseguì fino all’agosto successivo. "Oggi possiamo, in questo Parlamento, commemorare assieme un’Europa riunificata. Il 1° maggio scorso abbiamo infatti ricordato un anno dall’allargamento dei confini verso est. E presto saremo ancora di più". Il presidente si è quindi soffermato sul 55° anniversario della Dichiarazione Schuman (9 maggio 1950) che diede avvio al processo di unificazione economica e politica d’Europa, e ha ricordato l’importanza della "memoria collettiva" da trasmettere alle giovani generazione come antidoto a nuove guerre. Borrell ha infine sostenuto che "in futuro occorrerà continuare a battersi per i valori della pace, della giustizia e della tolleranza, non solo in Europa ma in tutto i mondo". Mercoledì 11 maggio si terrà in aula un dibattito sul tema "Il futuro dell’Europa sessant’anni dopo la seconda guerra mondiale", con interventi, oltre che di Borrell e degli eurodeputati, anche del presidente della Commissione José Manuel Barroso e del presidente del Consiglio Ue Jean-Claude Junker. Alla discussione dovrebbe seguire, giovedì, l’adozione di una risoluzione comune.” ”