Proseguendo nella catechesi odierna, di fronte a numerosi fedeli che riempiono piazza S. Pietro fin oltre l’obelisco centrale sventolando bandiere di una quindicina di Paesi diversi, Benedetto XVI ha ricordato che la natura umana assunta da Cristo non è "un semplice rivestimento, un’apparenza mutevole", bensì "Egli non si accontenta di guardarci con occhio benigno dal trono della sua gloria, ma si immerge personalmente nella storia umana, divenendo come dice la Scrittura – ‘carne’, ossia realtà fragile, condizionata dal tempo e dallo spazio". Egli infatti ha aggiunto a questo punto fuori testo "non appare soltanto come uomo, ma ‘si fa’ uomo, diventa veramente Dio-con-noi". Dopo aver richiamato "l’adesione libera e cosciente al volere del Padre", che per Gesù significò la morte "di croce, ossia la più degradante", Benedetto XVI ha aggiunto fuori testo un brano che dice: "L’elemento fondamentale di questa riflessione mi sembra essere un invito ad entrare nei sentimenti di Gesù, a non considerare il potere, la ricchezza, il prestigio come i valori supremi della nostra vita, perché in fondo non rispondono alla più profonda sete del nostro cuore; ma, al contrario, ad aprire il nostro cuore per l’altro, a portare con l’altro il peso della nostra vita e aprirci al Padre dei cieli, con senso di obbedienza e di fiducia, sapendo che obbedienti al Padre saremo liberi. Entrare nei sentimenti di Gesù sarebbe l’esercizio quotidiano del vivere da cristiani".