La Calabria è “costellata di croci, in memoria di chi ha osato opporsi al sopruso ed è stato ucciso. Faide, odi, vendette continuano a seminare morte. Un “barlume di luce di sbocco, dal tunnel in cui ci si dibatte, tarda ad apparire e la Locride continua, ormai da tempo immemorabile, ad attendere che trionfino luminosi raggi di giustizia e di pace”: è quanto si legge in una nota della diocesi di Locri-Gerace alla vigilia di una veglia di preghiera, presieduta dal vescovo Giancarlo Maria Bregantini che si svolgerà questa sera 1 giugno a Bianco (RC) su iniziativa della Commissione Giustizia e Pace della diocesi calabrese. Con questa iniziativa i promotori vogliono ricordare coloro, “e sono tanti”, che sono scomparsi, tragicamente, per fatti delinquenziali. “Quanti nostri fratelli – si legge nella nota – subirono l’onta dell’inumana prigionia a scopo d’estorsione, e ad alcuni di loro, purtroppo, non fu dato di tornare a casa: chissà dove, ancora oggi, i loro corpi giacciono sommariamente sotterrati!”. Tra questi il medico Vincenzo Medici di Bianco, sequestrato nel 1989, il farmacista Vincenzo Macrì di Mammola e il radiologo di Siderno Pasquale Malgeri, sequestrato nel 1991. La commissione Giustizia e Pace della diocesi calabrese lancia un accorato appello perché sia consentito ai familiari, così duramente colpiti, di poter dare cristiana sepoltura ai loro congiunti; che sia loro concesso di andare a pregare, accendere un lume e deporre un fiore sulla loro tomba”. La preghiera – è l’auspicio del vescovo i mons. Bregantini – “induca a non commettere più il male, spinga al completo ravvedimento e apra il cuore al perdono, così come Gesù fece con i suoi crocifissori”.