"Il Premio Ilaria Alpi è il segno che può esistere un giornalismo fatto di inchiesta, di suole consumate, di cose viste e non solo raccontate". E’ questo, secondo don Giovanni Tonelli, direttore del settimanale diocesano di Rimini il Ponte e tra gli ideatori dell’evento che inizia oggi a Riccione, il significato della manifestazione che ogni anno accende i riflettori sul giornalismo d’inchiesta in memoria dell’inviata del Tg3 uccisa in Somalia nel 1994. "Il ricordo di questa giovane e coraggiosa inviata prosegue don Tonelli – è un continuo richiamo al dovere di un’informazione libera da compromessi e potentati. Il nostro impegno è quello di comunicare tale impegno, in particolare, a chi si avvia alla professione". Ecco perché anche quest’anno il Premio ospita una delegazione di giovani giornalisti provenienti da tutta Italia, in rappresentanza dei 150 settimanali cattolici (Fisc) presenti sul territorio nazionale con oltre un milione di copie complessive.
Come sempre il Premio, che proseguirà fino al 4 giugno, dà ampio spazio, oltre che ai servizi televisivi in concorso (a sabato la premiazione dei vincitori), a mostre, film, presentazioni di libri-inchiesta e momenti di dibattito. Tra i film verrà proiettato oggi a Riccione, "L’incubo di Darwin" di Hubert Sauper, eletto miglior documentario 2004, un’inchiesta sullo sfruttamento da parte di aziende occidentali del ricco pesce del lago Vittoria, in Africa. Domani, invece, la presentazione del libro "Ilaria Alpi, una donna, la sua storia" di Mariangela Gritta Greiner. Sempre domani inaugurazione della mostra su "Giornalismo che non muore" con il ricordo di Enzo Baldoni, Maria Grazia Cutuli e la stessa Ilaria Alpi. A sabato, invece, la serata finale con la premiazione dei vincitori e la consegna ad Enzo Biagi di un premio speciale alla Carriera. ” ”