” ““La difesa della vita e la dignità dell’uomo rischiano di lasciare il passo all’ingordigia di una società che non si fa scrupolo di manipolare l’uomo”. Il neonato Comitato docenti “Scienza e vita” motiva in questi termini la scelta del “non voto”. “Riteniamo essenziale l’astensione a questo referendum si legge in una nota a proposito dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno perché il risultato che ne deriverà sarà l’inizio di un futuro, che determinerà un indirizzo fondamentale non solo per la ricerca ma per tutta la società del nostro Paese”. Di qui la “lettera-appello” rivolta ad associazioni, docenti e insegnanti di ogni ordine e grado “per agevolare un’informazione corretta e precisa su problemi tali, dove superficialità e noncuranza vengono troppo spesso a prevalere, tematiche invece fondamentali per dare garanzie a una vita umana protetta e dare protezione a una vera famiglia”. L’astensionismo, dunque, come “strumento per la lotta contro l’incentivazione al cosiddetto ‘far west’ procreativo”, partendo dalla difesa di una legge, come la 40/2004,che “promuove la ricerca nel rispetto della vita e nella salvaguardia dei diritti del nascituro e dei genitori”. “Il sottolineare il valore dell’astensione al voto spiegano i docenti nel loro documento implica una decisione per una visione del futuro più umana, per una ricerca scientifica che non fagociti l’uomo, ma lo curi e lo supporti in ragione della crescita qualitativa, non solo quantitativa”. “I docenti è la conclusione della lettera-appello hanno il mirabile compito non soltanto di informare, ma anche di formare le generazioni future”, promuovendo “iniziative finalizzate alla difesa della vita e alla dignità delle persone, unico fine della ricerca scientifica”.