REFERENDUM LEGGE 40/2004: ORNAGHI, COLOMBO, MANCUSO (UNIVERSITÀ CATTOLICA), LE POSIZIONI DEI CATTOLICI "NON SONO CONTINGENTI"

“La ricerca scientifica ha un solo limite, il rispetto della vita dell’uomo. Poiché ciascuno è stato un embrione e nessuno sarebbe qui se fosse stato soggetto ad una sperimentazione distruttiva, non si può fare all’embrione quello che non vorremmo fosse fatto alla nostra vita. Dunque, la ricerca deve rispettare l’esistenza di tutti e di ciascuno”. Così, don Roberto Colombo, direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana dell’Università Cattolica di Milano ha espresso la sua posizione di scienziato e di cattolico intervenendo all’affollato incontro, tenutosi ieri pomeriggio presso l’ateneo, sul tema: “Ogni vita ci insegna, ogni vita ci impegna”. E la sua analisi, accompagnata da recentissimi dati europei che parlano, ad esempio, di una percentuale di solo un 5% di embrioni su 100 che, una volta utilizzati, sono stati effettivamente in grado di produrre cellule staminali, ha avuto il senso di una riflessione più ampia inerente al rapporto tra ricerca scientifica e bene comune. Un “bene” che deve essere di tutti, come ha sottolineato anche il direttore del Dipartimento per la Tutela della salute della donna e della vita nascente del Policlinico Gemelli, Salvatore Mancuso. “Troppo spesso si dimentica – ha, infatti, affermato – che prima della Legge 40 vi era una confusione totale e che la normativa in questione, se pure perfettibile, ha portato a oggettivi miglioramenti". “Il nostro – ha commentato il Rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi – è stato un contributo alla riflessione sulle questioni biomediche collegate ai quesiti referendari. Testimoniare che il mondo cattolico – e non da oggi – prende certe posizioni, indica che esse non sono contingenti, ma sono il risultato di una riflessione che non si ferma. Su questo siamo compatti, perché non potremmo non esserlo su un argomento così fondamentale come la vita”.