” ““Eventuali modifiche alla legge, così come richieste dai promotori dei quattro quesiti referendari … porrebbero in serio pericolo il diritto dell’embrione a progredire nel proprio sviluppo senza essere sottoposto a selezione eugenetica e quello della persona a conoscere la propria identità genetica”: questo passaggio della dichiarazione firmata da oltre 300 tra docenti e medici della “Cattolica” di Roma e presentata oggi al “Gemelli” è stata commentata dai professori Pasquale Marano, preside, Ignazio Carrasco de Paula direttore Istituto di Bioetica, Giovanni Neri genetista e Salvatore Mancuso direttore dipartimento Tutela salute della donna. Neri ha messo in guardia sui rischi di eugenismo, come nell’era nazista di “selezione della razza”. Carrasco ha parlato di “gravissime questioni etiche” quali la discriminazione tra i nascituri da parte dei genitori; Mancuso ha ricordato che solo il 3 per cento delle coppie ha reali problemi di infertilità e quindi occorre chiedersi il perché di questo enorme impegno economico, tecnologico e politico su questi temi. Mancuso ha anche aggiunto che l’uso delle staminali adulte al momento è molto più diffuso ed efficace dell’uso delle staminali embrionali. Alla presentazione del manifesto della “Cattolica” ha fatto seguito un lungo dibattito con domande da medici e studenti.