” “Nella “nuova epoca” inaugurata dalla “cultura dei media”, è urgente “ritrovare la centralità della persona umana”, diventando così “agenti di pace in un mondo sconvolto dalla divisione”. Lo ha detto mons. John Patrick Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, ricevendo oggi i partecipanti all’incontro ecumenico “The Church in the Digital Society”, in corso a Roma (fino al 12 giugno) per celebrare i dieci anni di attività dell’European Christian Internet Conference (Ecic). Citando la lettera apostolica di Giovanni Paolo II “Il rapido sviluppo”, Foley ha sottolineato che “dal Concilio Vaticano II fino ad oggi la Chiesa è tornata spesso sulla necessità di un dialogo sui media, consapevole che il loro sviluppo sollevi importanti interrogativi: il loro potere di condizionamento, il rischio di enormi concentrazioni, di strumentalizzazioni e manipolazioni”. Nello stesso tempo, ha aggiunto però il relatore, “la Chiesa riconosce il grande contributo che i media hanno dato al progresso dell’umanità”: di qui il “dovere”, per la comunità ecclesiale, di “ritrovare un nuovo slancio” in questo ambito, grazie ad una “opportuna formazione degli operatori dei media, non solo cattolici, affinché le enormi capacità degli strumenti vengano affiancate dalla maturazione di persone capaci di armonizzare la propria fede con i linguaggi della moderna comunicazione, per raggiungere tutta l’umanità, unificata in un villaggio globale”.