CANCELLAZIONE DEL DEBITO: RICCARDO MORO (ECONOMISTA), “UNA DECISIONE NECESSARIA” MA L’ENFASI DEL G7 LASCIA QUALCHE “PERPLESSITÀ”

L’accordo sulla cancellazione del debito multilaterale di 18 paesi poveri, soprattutto africani, preso dai ministri del G7 riuniti a Londra lascia qualche “perplessità”, soprattutto per “l’enfasi” con cui la decisione è stata annunciata. “Certo – commenta in una nota per il Sir Riccardo Moro, esperto di economia internazionale – la decisione presa era necessaria, ma una assunzione di responsabilità autentica richiede altra sostanza e altro linguaggio”. Secondo Moro, la decisione di Londra “si limita a realizzare quanto era stato già annunciato cinque anni fa” e – aggiunge – “se poi si osservano più in dettaglio i termini dell’annuncio si vede che le cancellazioni riguardano solo alcuni Paesi”. Non convincono neanche le cifre liberate. “L’effettivo alleggerimento del peso del debito per i Paesi – scrive Moro – è di meno di due miliardi di dollari, quelli che avrebbero pagato e che ora rimangono disponibili per la lotta alla povertà. Questa cifra è apparentemente considerevole, ma va confrontata con il fabbisogno reale”. “I termini veri del problema sono questi: ne occorrono 50 e ne sono stai liberati meno di due”.
Anche la Comunità di Sant’Egidio definisce la decisione di Londra “un primo passo importante, dovuto da tempo” ed aggiunge: “tuttavia ciò che appare veramente necessario è il raddoppio dell’aiuto pubblico allo sviluppo e la progressiva abolizione del debito bilaterale che è ancora un’ipoteca sullo sviluppo di molti paesi poveri”.