“Il male più grave della Calabria non è tanto la mafia, ma il destino dentro cui il calabrese rimane intrappolato". Lo ha detto mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, celebrando ieri sera la liturgia nella seconda giornata del Congresso Eucaristico della diocesi di San Marco Argentano-Scalea. "La Calabria – ha aggiunto il presule – è bella come un giardino ma tocca a noi migliorarla, difenderla e renderla più bella. Bisogna dunque lavorare per il Signore, lavorare per il grazie e non per il voglio. Se saremo all’interno della dimensione del grazie saremo capaci di amare”. Parlando della domenica mons. Bregantini ha sottolineato che “è vero che senza domenica non si può vivere, ma per il cristiano autentico è importante anche il lunedì. In altri termini ciò che viviamo la domenica, Giorno del Signore, dobbiamo testimoniarlo ogni altro giorno della settimana. È doveroso legare fede e vita perché a noi credenti è affidato il futuro di questa terra”.