REFERENDUM LEGGE 40/2004: I SETTIMANALI DIOCESANI, (TORINO, CASALE MONFERRATO, SALUZZO), "LA VOGLIA DI ESSERE MENO SPETTATORI E PIÙ CITTADINI"

Colmare la "lontananza" della gente dalla politica, in un momento quale quello attuale in cui "si è troppo ridotto lo spazio della cittadinanza, della partecipazione e anche della responsabilità". E’ una delle indicazioni che l’esito del referendum del 12 e 13 giugno dà per il futuro del Paese: lo scrive Marco Bonatti, nell’editoriale del settimanale diocesano di Torino "La voce del popolo", dedicato all’ultima consultazione referendaria. Nell’esito del referendum, "insieme all’indifferenza di tanti", c’è "anche la voglia di essere meno spettatori e più cittadini", è la tesi del direttore del settimanale, secondo il quale "la politica ha bisogno di confronto ‘dal basso’, di ascolto reciproco; e non sente alcuna nostalgia per le ‘adunate’ in cui – come è accaduto in questi giorni – il deputato convoca gli elettori del suo collegio per spiegare loro come devono votare". Ad invocare "una riforma dell’istituto referendario", soprattutto togliendo "la possibilità di riscrivere la legge cancellando una riga qua, un paragrafo là", è invece Paolo Busto, direttore di "La vita casalese", settimanale della diocesi di Casale Monferrato, mentre Mariano Tallone, direttore del "Corriere di Saluzzo", invita a "non lasciare cadere la tensione" dopo il referendum, continuando "a dare voce alla vita più debole ed indifesa: da quella che inizia nel concepimento a quella che languisce nei paesi della fame, da quella dei malati in ospedale a quella che convive quotidianamente con l’handicap, da quella dei bambini abbandonati a quella dei calpestati dall’ingiustizia e dalla violenza".