” ““Dieci paesi hanno votato a favore del Trattato costituzionale europeo, ma la Francia e i Paesi Bassi, due Stati fondatori dell’Ue, hanno dato un duro colpo, non solamente alla Costituzione, ma anche al modo in cui il progetto europeo attuale è perseguito”. In questo frangente, il Consiglio europeo che si apre oggi a Bruxelles, deve lanciare, secondo la Confederazione europea dei sindacati, un messaggio rassicurante, “assumendo una decisione positiva sulle Prospettive finanziarie dell’Unione, che comprendano investimenti sostanziali per la crescita, lo sviluppo e la ricerca”. Per “riguadagnare la fiducia dei cittadini” occorrerebbe poi rafforzare “la dimensione sociale nelle politiche europee”. Il pronunciamento della Ces, che ha sede a Bruxelles ed è guidata dall’inglese John Monks, non tralascia la necessità di prevedere “una contribuzione equa per tutti gli Stati membri” al budget comunitario. L’organizzazione sindacale sostiene che i cittadini che si sono espressi con il “no” ai referenda “lo hanno fatto per numerose ragioni, sia europee che nazionali”: fra queste spiccano “la paura di un abbassamento delle tutele sociali, della politica neoliberale” nonché per “la precarietà del lavoro”. Da qui deriva l’invito a rilanciare “il cammino dell’Unione e l’allargamento”, ponendo al centro dell’attenzione “gli interessi dei lavoratori”. Il vertice dei capi di Stato e di governo si apre ufficialmente alle 17 e dovrebbe chiudersi entro la serata di domani: all’ordine del giorno il processo di ratifica della Costituzione Ue e le Prospettive finanziarie dei 25 per il periodo