Si svolgerà dal 1 al 3 luglio il tradizionale pellegrinaggio dei giovani alla croce dell’Adamello, promosso dal Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg). L’appuntamento, spiega al Sir il vice-direttore del Snpg, don Alessandro Amapani, "rappresenta una tappa di avvicinamento alla Giornata mondiale della Gioventù di Colonia. E’ dal Giubileo del 2000 che proponiamo questo pellegrinaggio alla cima del monte Adamello, denominata Giovanni Paolo II, dove campeggia una grande croce di pietra. La cima vuole esprimere la tensione verso l’alto, verso Cristo, per sperimentare la profondità del mistero di Dio". Negli stessi giorni dell’ascesa dell’Adamello il Servizio della pastorale giovanile lancia l’iniziativa "Vette d’infinito" che prevede il pellegrinaggio alle croci poste sulle vette dei monti presenti nelle diverse diocesi e parrocchie italiane. "E’ importante aggiunge, infatti, don Amapani – che anche altri giovani siano in comunione con il gruppo che salirà sull’Adamello". L’iniziativa “Vette d’infinito” si collega ad un fatto storico: all’inizio del secolo scorso, Giovanni Acquaderni (fondatore dell’Ac insieme a Mario Fani) promosse l’idea di dedicare al Redentore le cime delle montagne, erigendovi croci, statue o tempietti votivi. La proposta venne incoraggiata da Leone XIII, così ogni regione o diocesi fece sorgere una chiesa o una croce o una statua sul monte più elevato dei dintorni: in un primo momento furono interessate 19 vette, una per regione, ma molti altri monumenti sorsero un po’ dovunque, per l’impegno di comitati locali o di privati. Lo scorso 12 giugno un’iniziativa analoga si è svolta anche in Germania dove oltre cento giovani sono saliti sui 2990 metri del Zugspitze, sopra il centro alpinistico di Garmisch. www.chiesacattolica.it