"L’aggressione agli agenti di polizia, avvenuta lunedì scorso a Napoli, da parte di gente che difendeva dei malviventi è un fenomeno che merita molta attenzione per capire l’atteggiamento della popolazione nei confronti delle forze dell’ordine e, di conseguenza, dello Stato. Questi fatti diventano un sostegno a figure ed attività criminali". Così il sociologo gesuita padre Domenico Pizzuti, per il quale "tali episodi rivelano che ci sono delle fasce marginali estranee allo Stato, anzi che pensano che lo Stato invada il loro territorio". La ragione è che, probabilmente, "tali persone non hanno mai percepito lo Stato come amico, ma come quello che prende, una volta per il servizio militare, adesso per le tasse, senza offrire quelle opportunità sociali che la società stessa propone come meta". Due, quindi, i sentimenti che animano coloro che attaccano le forze dell’ordine: "estraneità e ostilità". Per attuare un riavvicinamento tra Stato e cittadini, a giudizio del sociologo, "ci vuole una grande opera di educazione sociale, civile, morale da parte di tutte le agenzie del territorio. Lo Stato si deve far presente, attraverso le istituzioni sul territorio che lo rappresentano, con servizi ed opportunità alle persone". Questo significa "adottare politiche urbanistiche, sociali, del lavoro, per i giovani, del tempo libero, di carattere universalistico che accrescano le opportunità sociali della gente, nello stile della Chiesa che si sa fare veramente vicina ai bisogni delle persone".