” “In un’Europa ancora “in difficoltà” rispetto alla concorrenza statunitense, servono “misure per aumentare l’attrattività delle università, quali il riconoscimento a livello europeo e la validità internazionale dei titoli di studio europei e una maggiore corrispondenza dell’offerta formativa alle esigenze del mercato del lavoro”. Lo ha detto Jan Figel, Commissario europeo all’Istruzione, formazione, cultura e multilinguismo, incontrando oggi a Roma i giornalisti. Tra i problemi che gli atenei si trovano a fronteggiare, il Commissario Ue ha citato quello dell’invecchiamento dei docenti: “Quasi il 50% dei docenti della scuola superiore italiana ha più di 50 anni, e lo stesso accade in Germania – ha reso noto Figel mentre è stato calcolato che tra dieci anni l’Europa avrà bisogno di un milione di nuovi insegnanti”. “Facilitare l’accesso alla carriera dei giovani docenti e dei giovani ricercatori” è un altro imperativo per le strategie universitarie europee, ha sottolineato Figel rispondendo ad una domanda su un fenomeno (tipicamente italiano) come quello della “fuga dei cervelli), in un periodo in cui “la mancanza di fondi minaccia la competitività dell’istruzione superiore e della ricerca”. I Paesi dell’Europa a 25,ha informato il Commissario Ue, presenteranno in autunno i “piani nazionali” per attuare l’obiettivo, fissato a Lisbona nel 2000, di realizzare entro il 2010 un'”Europa delle conoscenze”; intanto, ha concluso il Comissario Ue citando l’incontro di ieri con il Ministro Moratti, l’Italia ha il “marchio” del processo di Bologna (’99), perfettamente “in sintonia” con i traguardi fissati dall’Ue, e si segnala per le iniziative a favore della “mobilità”, con l’alta partecipazione ai progetti “Erasmus” ed “Erasums mundus”.