CONCILIO VATICANO II: MONS. BONICELLI (COP), "NON C’E’ POSTO PER I PROFETI DI SVENTURA"

"Non c’è posto per i profeti di sventura". "Il nostro entusiasmo e la nostra speranza non si fondano su un orizzonte sociale e culturale del momento, ma sulla promessa di Cristo che ha garantito di essere con noi tutti i giorni sino alla fine del mondo". Risponde così, mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena, a quanti guardano con delusione al processo di ricezione del Concilio Vaticano II nella vita della Chiesa. Lo ha fatto questo pomeriggio aprendo a Perugia la 55ma Settimana nazionale di aggiornamento pastorale promossa fino al 30 giugno dal Cop (Centro di orientamento pastorale", sul tema "Costruire comunità profetiche di speranza. A quarant’anni dalla Gaudium et spes". "I protagonisti di quella stagione – ha detto mons. Bonicelli – sono oggi quasi interamente scomparsi, ma non è detto che tale sia il destino del movimento di rinnovamento che da esso ha preso l’avvio". "La storia dei concili – ha osservato l’arcivescovo – rivela le crisi profonde che hanno talora lacerato la Chiesa. Anche oggi si parla di crisi, ma solitamente  solo nel comune senso sociologico, mentre per un evento di Chiesa si dovrebbe puntare sul senso teologico. La crisi è una prova che genera difficoltà e incertezze  che devono essere pazientemente superate". Grande speranza – ad avviso di mons. Bonicelli – dà oggi il nuovo Pontificato di Benedetto XVI e i suoi richiami "alla interiorità, alla pienezza della fede, all’autenticità del sacro ministero, al primato dello spirituale". "In effetti l’ostacolo al realizzarsi del nuovo modello di Chiesa conciliare non sta nella visione ottimistica del disegno di Dio, ma nella infedeltà alle sue esigenze".