UNIVERSITÀ E LAVORO: DALLA TORRE (LUMSA), "FORMARE GLI EUROPEI" DOPO LE "RECENTI DELUSIONI"

"Alle spalle abbiamo una stagione di grandi speranze, ma anche una più recente di grandi delusioni": per questo occorre "formare gli europei dal basso", grazie anche al "ruolo fondamentale" che all’interno di questo compito possono svolgere le università europee. Lo ha detto Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, presentando oggi il Terzo Simposio europeo dei docenti universitari, che si terrà a Roma dal 30 giugno al 3 luglio. Dopo la "doccia fredda" cominciata con il "no" francese al Trattato costituzionale europeo, secondo il relatore occorre "non lasciarsi prendere dallo sconforto, ma avviare una riflessione sui fatti che hanno congelato o raffreddato il cammino dell’Europa". "Probabilmente – è la tesi del giurista – si è andati avanti con la Costituzione, le norme e le istituzioni, ma a livello verticistico… Si è fatta l’Unione europea, non gli europei". In tema di lavoro, per Dalla Torre occorre impegnarsi per difendere "la grande tradizione del solidarismo europeo dell’800 e ‘900, in cui si è dato corpo a un sistema di tutela dei lavoratori che ha tra le matrici di fondo la dottrina sociale della Chiesa". Una "tradizione tutta europea", questa, messa in pericolo dalla globalizzazione: di qui la necessità di "reagire contro le forme di smantellamento della solidarietà tra lavoratori e società, in particolare per un eccesso di individualismo che possiamo cogliere nella stessa Carta Costituzionale europea".