Oggi siamo di fronte a "una crisi di speranza che è stata accompagnata da alcuni grandi eventi che, nel bene o nel male, hanno segnato la storia più recente". Ad esempio "il Sessantotto, con il suo carico di aspettative di futuro e con i suoi miti, il terrorismo, l’esasperazione delle conflittualità culturali e religiose, le dinamiche familiari sempre più problematiche, la guerra fra i popoli…".
Lo ha affermato il filosofo Emilio Baccarini intervenendo ieri sera a Perugia alla 55° settimana nazionale di aggiornamento del Centro Orientamento Pastorale (Cop) sul tema "Costruire comunità profetiche di speranza. A quaranta anni dalla Gaudium et spes". "Oggi ha affermato il filosofo – il risultato palese di quegli eventi è la totale assenza di paradigmi filosofici, antropologici ed etici unificanti, una crisi di speranza che è crisi dell’umano tout-court." Tuttavia, ha aggiunto, "ci sono elementi in controtendenza su cui puntare. Si tratta di desideri autentici, non di semplici bisogni, radicati nella capacità dell’uomo di sperare e di donarsi, di coltivare grandi progetti".
I lavori dedicati ai 40 anni della "Gaudium et Spes" continuano con i laboratori di approfondimento e gli interventi, tra gli altri, di Luigi Pizzolato, Paola Bignardi, Vittorio Citterich. Il 30 giugno mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente del Cop, concluderà la settimana con la presentazione della "Lettera alla parrocchia".