Le famiglie spagnole scenderanno di nuovo in piazza dopo la manifestazione del 18 giugno scorso – alla Puerta del Sol di Madrid il 30 luglio (ore 14), nella stessa giornata in cui il Parlamento Spagnolo voterà la legge per permettere unioni tra gay. La legge è stata respinta al Senato ma si pensa che verrà approvata dal Congresso dei deputati. Il giorno prima, il 29 luglio, il Foro spagnolo della famiglia (www.forofamilia.org) consegnerà alla Giunta elettorale centrale più di un milione di firme contro la legge. Una mobilitazione che è in realtà "una battaglia culturale", afferma Miguel Angel Velasco, direttore della rivista cattolica "Alfa y Omega", in un servizio più ampio che verrà pubblicato sul prossimo numero del SirEuropa. "Nel senso che se una fede non si fa cultura è una fede morta precisa -. In Spagna, da troppo tempo, la fede è stata ridotta a fatto privato, ad una schizofrenia letale: la fede da una parte, la vita dall’altra. Grazie a Dio, la Chiesa cattolica in Spagna comincia ad uscire da questa schizofrenia". "Ora il problema aggiunge – è saper articolare quelle convinzioni e quella forza nella vita e nei problemi di ogni giorno". Per Daniel Arasa, presidente del Gruppo di entità catalane della famiglia (www.sobrelafamilia.org), giornalista e padre di 7 figli "si sta forgiando un movimento sociale di notevole apertura e trasversale ai partiti politici".E conclude: "Noi continueremo a lottare per difendere il vero matrimonio, il diritto dei bambini ad un padre ed una madre".