LIBERTÀ RELIGIOSA: RAPPORTO ACS 2005, IN EUROPA ANCORA ATEISMO. NEL MONDO CONFLITTI E POVERTÀ

Episodi di "intolleranza etnico-religiosa", difficili rapporti tra governi nazionali e chiese, nuove "spinte laiciste"; ma anche esempi positivi di convivenza tra fedi diverse e coraggiosi "interventi legislativi a tutela della libertà di culto". Il "Rapporto 2005 sulla libertà religiosa nel mondo", presentato questa mattina presso la sede della Camera dei Deputati a Roma, fotografa una situazione in chiaroscuro a livello planetario. Lo studio, realizzato da Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre), comprende ampi capitoli dedicato ai cinque continenti. Alla presentazione erano presenti il cardinale Renato Martino, presidente di Giustizia e pace, il presidente della Camera Pierferdinando Casini, i giornalisti Pierluigi Battista e Antonio Socci, nonché, per Acs, Orazio Petrosillo e Attilio Tamburrini. Nel capitolo dedicato all’Europa, si legge: "Non si è esaurita, nemmeno a 15 anni dal crollo dell’impero social-comunista sovietico, la spinta propulsiva dell’ateismo. Tra i casi emblematici, la Bielorussia dove lo stretto controllo statale su ogni espressione di culto, tende a soffocare il sentimento religioso della popolazione". In Bosnia Erzegovina, in Serbia Montenegro e in Kosovo, invece, restano i segni profondi "della guerra che dilaniò la Jugoslavia alla metà degli anni ’90 e provoca tuttora tensioni tra cristiani e musulmani". Vari i casi problematici segnalati, fra i quali la Francia (legge sui simboli religiosi), i Paesi Bassi (violenze inter-etniche), la Turchia (riconoscimento delle minoranze religiose). (segue)” ”