PARROCCHIA: CONVEGNO COP; “NON BARATTARE LA SPERANZA” CON “SOLUZIONI MAGICHE”

” “”La speranza abita la vita dell’uomo” ma bisogna compiere “uno sforzo” in più per “leggere le sue tracce nella stessa struttura dell’uomo, nei suoi desideri che non vanno abbassati a bisogni da soddisfare, ma sempre innalzati a mete da sognare, perché i desideri ci fanno capire che nessun essere umano può esaurire la sua vita nel presente”. E’ il compito fondamentale delle oltre 25 mila parrocchie presenti in Italia, perché diventino “comunità profetiche di speranza”. A delinearlo è stato il Centro di orientamento pastorale (Cop) che al tema della speranza ha dedicato dal 27 al 30 giugno la 55ma Settimana nazionale di aggiornamento pastorale. Nelle conclusioni – affidate al vescovo di Palestrina, mons. Domenico Sigalini – il Cop delinea alcune qualità che la parrocchia deve acquisire per comunicare speranza. E’ profetica – ha detto mons. Sigalini – quella parrocchia che “scruta tutti i segnali di speranza che Dio semina nella vita delle persone, del territorio, della cultura e del mondo. Non vive un cristianesimo a semaforo rosso costituito di divieti o offre moralismi o lancia anatemi. Scava invece nella profondità anche delle domande inespresse”. Comunica speranza quella parrocchia che non si guarda più addosso ma “si misura con la vita del territorio, le sue dinamiche, le sue politiche. E’ finito il tempo dello stare indifesa o in apnea”. E’ infine comunità di speranza, quella parrocchia che “non disprezza la fede dei semplici” ma “li aiuta a non barattare la speranza con soluzioni rapide, talora magiche”.