“In questo modo, le leggi spagnole che regolano il matrimonio si sono trasformate in leggi radicalmente ingiuste”, afferma la nota della Conferenza episcopale Spagnola, poiché “non riconoscono la realtà antropologica e sociale dell’unione dell’uomo e della donna nella loro specificità e nel loro insostituibile valore per il bene comune, in concreto per la realizzazione personale dei coniugi e per la procreazione ed educazione dei figli”. I prelati protestano perché “le nostre leggi vengono meno, pertanto, alla tutela adeguata dei diritti dei genitori, dei bambini e degli educatori”. Inoltre, “lasciando praticamente all’arbitrio della libertà individuale la continuità del patto coniugale, lasciano anche senza protezione il vincolo matrimoniale”. “Davanti a questa penosa e grave situazione, è necessario confidare nel fatto che la società spagnola saprà uscire allo scoperto in difesa dal matrimonio, della famiglia e dei bambini”, dichiarano i vescovi. “È necessario opporsi a queste leggi ingiuste con tutti i mezzi legittimi che lo Stato di diritto mette a disposizione dei cittadini Bisogna lavorare affinché i diritti di chi non è protetto siano di nuovo riconosciuti e tutelati”. “Bisognerà collaborare per ristabilire la giustizia ed astenersi da ogni complicità con l’ingiustizia”.