"L’astensione è legittima non solo giuridicamente ma anche moralmente e politicamente ha detto Marco Olivetti, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Foggia, intervenendo questa mattina alla presentazione del manifesto dei giuristi cattolici per la scelta del non voto -. Non capisco come possa essere definita antidemocratica, visto che la stessa Assemblea Costituente l’aveva preventivata fissando un quorum. In realtà è uno strumento lecito e nonviolento. L’unico trucchetto possibile era sottrarsi al dibattito, ma così non è stato. Smettiamola allora di parlare male dell’astensione e di cambiare in corsa le regole del gioco". "È nella tradizione del costituzionalismo avere una legge che non ha il consenso di tutto il corpo elettorale ha aggiunto Lorenza Violini, ordinario di diritto costituzionale
all’Università di Milano -. La legge 40 interviene su questioni scientificamente controverse ma nel rispetto della legge e secondo i valori protetti dalla Costituzione. Non c’è alcuna necessità perché il popolo si esprima su questo provvedimento. Il non voto è assolutamente corretto, come anche la scelta di chi non va a votare perché non crede più nello strumento referendario, di cui si è abusato e che va ripensato". "La linea dell’astensione si basa sull’indisponibilità degli interessi coinvolti ha concluso Massimo Vari, vice presidente emerito della Corte Costituzionale -. Certo, ci si può rimettere mano, ma è assurdo che il 26 percento degli aventi diritto al voto possa cancellare una legge frutto di una lunga e faticosa elaborazione".