REFERENDUM LEGGE 40/2004: D’AGOSTINO (GIURISTI CATTOLICI), "È ASSURDO INVOCARE IL CARATTERE IMMORALE DELL’ASTENSIONE" (2)

"L’astensione è legittima non solo giuridicamente ma anche moralmente e politicamente – ha detto Marco Olivetti, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Foggia, intervenendo questa mattina alla presentazione del manifesto dei giuristi cattolici per la scelta del non voto -. Non capisco come possa essere definita antidemocratica, visto che la stessa Assemblea Costituente l’aveva preventivata fissando un quorum. In realtà è uno strumento lecito e nonviolento. L’unico trucchetto possibile era sottrarsi al dibattito, ma così non è stato. Smettiamola allora di parlare male dell’astensione e di cambiare in corsa le regole del gioco". "È nella tradizione del costituzionalismo avere una legge che non ha il consenso di tutto il corpo elettorale – ha aggiunto Lorenza Violini, ordinario di diritto costituzionale
all’Università di Milano -. La legge 40 interviene su questioni scientificamente controverse ma nel rispetto della legge e secondo i valori protetti dalla Costituzione. Non c’è alcuna necessità perché il popolo si esprima su questo provvedimento. Il non voto è assolutamente corretto, come anche la scelta di chi non va a votare perché non crede più nello strumento referendario, di cui si è abusato e che va ripensato". "La linea dell’astensione si basa sull’indisponibilità degli interessi coinvolti – ha concluso Massimo Vari, vice presidente emerito della Corte Costituzionale -. Certo, ci si può rimettere mano, ma è assurdo che il 26 percento degli aventi diritto al voto possa cancellare una legge frutto di una lunga e faticosa elaborazione".