” ““Combattere l’usura non significa solo contrastare un grave fenomeno sociale, che è in atto e che va crescendo, ma è importante anche in un’ottica più ampia, rivolta a cambiare alcuni stili di vita attuali”. Monsignor Giuseppe Merisi esprime con queste parole la sua convinzione, maturata come vescovo ausiliare di Milano e presidente della Caritas Ambrosiana. E l’occasione in cui interviene è di quelle attese: in Curia arcivescovile a Milano, il 7 giugno, è stata infatti presentata la Fondazione San Bernardino, voluta dalla Conferenza episcopale lombarda e dal cardinale Dionigi Tettamanzi che ne è il presidente. “Un esagerato edonismo continua Merisi la ricerca di vantaggi e libertà smodate, il culto del denaro in quanto tale, portano a quei danni sociali e drammi umani nei quali possiamo inserire, a pieno titolo, l’usura. Oggi, anche come Chiesa, dobbiamo tutti essere impegnati a far comprendere alle persone che gli stili di vita sono fondamentali. Riteniamo che il lavoro educativo in questo campo, che, infatti, è una delle missioni specifiche della Fondazione San Bernardino, debba essere una priorità”. “Nodi” problematici, questi, affrontati anche da don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana, che ha sottolineato in particolare alcuni dati da cui emergono con chiarezza le “nuove povertà” e i rischi a cui sono esposte le famiglie (secondo un indagine Eurispes: il 51,2% delle famiglie, che ricorrono all’utilizzo dei propri risparmi, contraggono debiti, mentre solo il 38,7% dei nuclei familiari ha facilità ad arrivare a fine mese). “Si affacciano alla soglia di povertà nuovi soggetti, che non riescono a impostare la vita economica in termini sostenibili”, ha spiegato.