” “”La Chiesa ha bisogno di internet perché ha una Buona Novella da comunicare. Qualsiasi strumento comunicativo diventa un dono per la Chiesa. Internet oltre ad essere un esercizio tecnico diventa per gli operatori del settore una palestra per comprendere il desiderio stesso degli uomini di comunicare”. E’ il saluto che il presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), mons. Améée Grab ha indirizzato ieri ai partecipanti al seminario “Internet e la Chiesa Cattolica in Europa”, promosso dallo stesso Ccee con la Conferenza episcopale italiana e l’associazione dei webmaster cattolici italiani (Weca). “Come qualsiasi strumento posto nella mano dell’uomo – ha detto mons. Grab – Internet diventa ciò che l’uomo stesso decide che diventa” e per questo motivo la Chiesa, “maestra di comunicazione”, deve “indicare i criteri etici e morali, universalmente validi, riconoscibili nei valori umani e cristiani, tanto a coloro che lo usano per svago, ricerche e informazione quanto a chi se ne occupa professionalmente”. Il presidente del Ccee ha voluto poi ricordare che “una grande parte della popolazione mondiale non possiede ancora il privilegio di connettersi alla rete. Anche in Europa, specialmente in alcuni paesi dell’Est internet non è fruibile ancora da molti, specialmente dai giovani. Per questo motivo la Chiesa deve aiutare a rendere questo strumento accessibile a tutti”. Un concetto ripreso nel suo saluto anche da mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali della Cei, per il quale “Internet è un fattore di cambiamento culturale che interpella la comunità ecclesiale e spinge la Chiesa ad una revisione pastorale e culturale. E’ nostro dovere mettere al servizio della Chiesa gli scenari che le nuove tecnologie aprono ed esplorare questi spazi che chiedono creatività, capacità di comunicazione e collaborazione”.