PARLAMENTO EUROPEO: LE REAZIONI DEI DEPUTATI, "IL PROCESSO DI RATIFICA DELLA COSTITUZIONE DEVE ANDARE AVANTI. MA L’UE NON È PIÙ LA STESSA" (3)

Dopo la Gran Bretagna, che ha rimandato sine die il referendum di ratifica del Trattato costituzionale, anche Svezia, Estonia e Repubblica Ceca hanno avviato un dibattito interno sulle procedure nazionali per dare il via libera al Trattato fondamentale siglato a Roma lo scorso ottobre. Sulle decisioni in corso pesano gli esiti negativi dei voti popolari di Parigi e Amsterdam e la crescita del "no" nei sondaggi in Lussemburgo e Danimarca, in vista dei rispettivi referenda stabiliti per luglio e settembre. "La situazione appare molto delicata – spiega il capogruppo dei Socialisti al Parlamento europeo, Martin Schulz -. Ma è altrettanto chiaro che l’iter di ratifica deve andare avanti, perché ogni Stato e ogni popolo hanno diritto ad esprimersi". Schulz sposta poi l’attenzione sulle motivazioni del doppio "no" in Francia e Olanda: "Ai cittadini sono state fatte delle promesse in questi decenni. L’Europa ha saputo mantenere quelle relative alla pace e alla libertà. Non altrettanto si può dire, oggi, su altri temi. Il cittadino chiede sicurezza, lavoro, benessere, trasparenza delle istituzioni. Su tutti questi fronti dobbiamo essere in grado di dare risposte chiare ed efficaci. Ad esempio rilanciando la Strategia di Lisbona, che mira a creare occupazione, mediante la valorizzazione della ricerca, la tutela ambientale e una maggiore coesione sociale". Per quanto riguarda l’allargamento, Schulz afferma che "occorre rispettare gli impegni assunti con Romania e Bulgaria. E ai Balcani non possiamo chiudere la porta in  faccia: non siamo un club chiuso. Benché bisognerà procedere con prudenza".” ”