"Il processo di ratifica della Costituzione deve andare avanti. Ma certo l’Unione europea oggi non è più la stessa dopo il ‘no’ alla Carta di Francia e Paesi Bassi. Occorre andare avanti con saggezza, prudenza e pazienza". Hans-Gert Poettering guida il gruppo dei Popolari al Parlamento Ue, riunito in questi giorni in seduta plenaria a Strasburgo: le tensioni post-referenda crescono nell’Unione e i partiti politici fanno sentire la loro voce in vista del summit dei capi di Stato e di governo dei Venticinque, fissato per il 16 e 17 giugno a Bruxelles, il quale "dovrà decidere una nuova strategia, per superare questo impasse". "Il risultato del voto francese e olandese è stata una profonda delusione per me – prosegue Poettering -. Così come esprimo rincrescimento per la decisione inglese di congelare il referendum nazionale di ratifica della Carta. Ora come ora servirebbe un atteggiamento solidale tra i governi, invece ciascuno sembra muoversi per conto proprio". Secondo il capogruppo del Ppe "dev’essere il summit di Bruxelles a dire come andare avanti per rilanciare il Trattato costituzionale". Pottering suggerisce due "atteggiamenti essenziali" in questa fase: "L’Unione ha tanti compiti e un ruolo essenziale per fronteggiare la globalizzazione. Ma Bruxelles non può fare tutto: è dunque necessario valorizzare il principio di sussidiarietà. Inoltre non possiamo ampliare troppo l’Ue. E’ evidente che le trattative con la Turchia e la prospettiva di aprire i confini a Bulgaria e Romania e poi ad altri paesi ha spaventato la gente, che invece ha bisogno di essere rassicurata". (segue)” “