Nel "Manifesto" dei 200 medici per il non-voto, presentato questa mattina a Roma, in collaborazione con il Comitato Scienza e Vita, si sottolinea che l’embrione umano, fin dalle sue fasi iniziali, già è portatore di tutte le informazioni biologiche fondamentali. Scrivono i medici: "La diversità genetica si stabilisce proprio nel momento in cui, subito dopo la fecondazione, l’informazione genetica di origine paterna e materna si unisce per formare l’embrione di una sola cellula ("zigote"). Il meccanismo di fusione dei due DNA comporta una complessa elaborazione ed integrazione che stabilisce un patrimonio genetico unico, distinto ed esclusivo : si rimescolano e si generano numerosissime piccole differenze della sequenza dei diversi geni ("polimorfismi"), che permettono di costituire un individuo "diverso ed unico. Questo DNA ha tutte le informazioni che servono a costruire l’individuo adulto". Da questo ragionamento deriva " il riconoscimento dell’individualità dell’embrione" e la sua intangibilità assoluta. " Non è possibile considerare il concepito anche nella fase iniziale, soltanto un tessuto, un insieme di cellule, e perciò nessuno può esserne proprietario o avere il potere di distruggerlo" scrivono i medici -. Quanto all’uso delle cellule staminali, il "Manifesto" dei medici per il non-voto afferma che "tutta la scienza concorda che fino ad oggi, nonostante lunghe ricerche in tutto il mondo, dalle cellule staminali ricavabili dall’embrione nelle primissime fasi di sviluppo non è stato possibile ricavare un qualsiasi tipo di presidio terapeutico". Da ciò i firmatari fanno derivare la preferenza all’utilizzo di cellule staminali umane "che non comportino la soppressione di embrioni".